Vino è Cultura
L'azienda nasce dopo generazioni di viticoltori e passione per la propria terra, Manduria, dove possediamo e alleviamo, in modo tradizionale le proprie vigne di primitivo, negroamaro e malvasia, decidendo di vinificare direttamente le uve e riporre in bottiglia il proprio vino, con l'obiettivo di valorizzare un patrimonio assolutamente unico ed irripetibile, quali sono i vigneti del feudo di Manduria.
Tale gesto, è stato soprattutto un atto d'amore verso le antiche vigne di famiglia, oggi il patrimonio più prezioso dell'azienda, ai quali vengono dedicate ogni giorno lavoro e attenzioni con la passione e la tradizione di un tempo tramandataci da discendenze di uomini e di donne che hanno amato tale terra e lavorato tra i filari di queste vigne.
Solo il grande legame tra l'uomo, la terra e la vigna può fare in modo che nascano vini inconfondibili e di grande personalità.
La filosofia delle Antiche Terre del Salento è che i vini debbano essere eccellenti ma soprattutto unici, dotati di quella tipicità che solo queste terre bagnate dal mare e baciate dal sole possono dare.
Avendo una grande fiducia nelle potenzialità dei vitigni autoctoni, il nostro obiettivo e quello di far conoscere, per il loro tramite, dopo un lungo, costante e minuzioso lavoro che si tramanda dalla notte dei tempi, la qualità, la cultura e le tradizioni del nostro territorio.
Nel 2002 si è proceduto all'acquisto di uno stabilimento vinicolo completo di un piccolo laboratorio enologico e di enormi cisterne, nei pressi della stazione ferroviaria della nostra città di Manduria.. Tale struttura risale ai primi anni del 1900 dove venivano lavorate uve di qualità: Primitivo di Manduria, Negramaro e Malvasia, presupposto ideale per la realizzazione ed imbottigliamento di ottimo vino rosso e rosato venduto nelle città del nord Italia oltre che in Francia ed in Svizzera.
Nel 2005 ne è stata avviata la ristrutturazione costituendo contemporaneamente l'Azienda Agricola Antiche Terre del Salento di Vincenza Dinoi, sulle orme dell'antica tradizione vitivinicola di famiglia, producendo così vini che si contraddistingono per la loro qualità superiore.
Le antiche terre del Salento sono le protagoniste di una città millenaria come Manduria e di una regione al centro fra due mari come la Puglia, aperta e nello stesso tempo fortemente legata alle proprie origini.
Il centro storico della città di Manduria cela fra i propri vicoli il fascino di un glorioso passato. A difesa del centro storico, voluto da Ruggiero I il Normanno, sono intervenute le Mura Messapiche, protagoniste con la loro imponenza del Parco Archeologico Messapico.
La città di Manduria è custode di palazzi e chiese barocche, ma anche il rinascimento ha lasciato le sue tracce con la splendida Chiesa Madre.
Alla lunghe distese di vigneti e uliveti che colorano il nostro territorio fanno da cornice le aree delle Riserve Naturali Regionali, che ben si armonizzano con i colori e la storia del bel litorale jonico, tra mare e torri medioevali, una fra tutte Torre Colimena.
Il centro storico è stato costruito per volere del nobile normanno Ruggiero D’Altavilla nel XI sec. sfruttando, a scopo difensivo, un tratto delle mura di fortificazione d’epoca messapica. Manduria risorse col nome di Casalnuovo, conservato fino al 1789. Caratteristici sono i vicoli che si dipanano nel centro, stretti e racchiusi dalle tipiche case a terragne. La vita della cittadina medioevale si sviluppava intorno alla piazza pubblica, (attuale piazza Commestibili), alla Chiesa Madre e al Castello (dove oggi sorge il Palazzo Imperiali). Il centro storico conserva ancora alcuni particolari del Ghetto degli Ebrei o Giudecca che ci permette di ripercorrere parte di una storia importante e spesso dimenticata della nostra regione.
La chiesa Matrice di Manduria dedicata alla SS. Trinità, sorge sull’area di una precedente e più piccola chiesa romanica. La chiesa che oggi si ammira è il frutto di lavori realizzati nel XVI sec. con ulteriore ampliamento effettuato nel sec. XVIII. Il prospetto si magnifica per il pregevole portale rinascimentale riccamente decorato, concluso da un ampio rosone decorato da una serie di putti che reggono cartigli e da motivi a tralci e grappoli d’uva. L’interno della chiesa a tre navate (divenute cinque nel sec. XVIII), con pianta a croce latina, con i cappelloni dedicati al Santo Patrono della Città, San Gregorio Magno, e alla SS. Trinità. La maestosità della chiesa è accentuata dalla scalinata che conduce al presbiterio con l’abside ornato da ben 18 statue dorate.
La torre della Colimena è una fra le tanti torri costiere costruite lungo il golfo di Taranto per ordine delle Regia Corte di Napoli nel 1563, a difesa delle zone abitate, per impedire il dilagare degli invasori. Di questa torre sono particolarmente evidenti elementi di difesa, come le caditoie, i beccatelli a mensola angolare, le due archibugiere, mentre ai lati si trovano anche due postazioni per falconetti. Al di sotto della cornice toriforme marcapiano, una serie di mensole ornamentali scandisce lo spazio. L’interno della torre è raggiungibile da una scala, situata alla parete Nord e sorretta da tre archi. In origine l’accesso doveva avvenire tramite ponte levatoio. Tutto della torre Colimena esalta il suo glorioso passato.
L’area del Parco archeologico delle Mura Messapiche comprende gran parte dei resti delle cinte difensive dalle città antica e ben 1200 tombe scavate nella roccia che ci permettono di comprendere la straordinaria grandezza del popolo messapico manduriano. Ma altri luoghi meravigliosi sono conservati nel Parco Archeologico, il Fonte Pliniano e la Cappella di San Pietro Mandurino. Il Fonte Pliniano prende il nome da Plinio il Vecchio che, avendolo visitato direttamente, ne rimase talmente affascinato che lo descrisse nella sua opera Naturalis Historia. La sorgente d’acqua è nascosta all’interno di una grotta larga circa 18 m. di diametro, in cui si può accedere tramite una scalinata, al rendere il luogo più incantevole vi contribuisce una grande lucernario che sia apre sulla sommità della volta. La conoscenza dei luoghi più belli e suggestivi della città di Manduria culmina con la cappella ipogea di San Pietro Mandurino che la tradizione ci narra essere stata scavata dai monaci basiliani.
Le Riserve sono un’oasi di meravigliosa e incontaminata bellezza naturalistica, comprendono 5 aree (foce del fiume Chidro; la salina e dune di Torre Columena, la Palude del Conte e dune Costiere, Bosco Cuturi , Bosco Rosa Marina) per una estensione di 1081,34 ettari. Ognuna di queste aree è contraddistinta da peculiari caratteristiche ambientali, uniche sia dal punto di vista morfologico che da quello naturalistico. La Salina conserva ancora i ruderi degli antichi impianti (la torre della salina con l’annessa chiesa cinquecentesca) a testimoniare il glorioso passato. Tra le specie faunistiche particolarmente suggestivi sono i cavalieri d’Italia e i fenicotteri rosa.
La Puglia è terra di antichissima tradizione vitivinicola ed olivicola. Praticata già al tempo dei Fenici in tutto il Mediterraneo, la coltivazione della vita attecchì in particolar modo in questa regione; la quale vanta numerose varietà di vitigni autoctoni tra cui il nobile Primitivo.
Si ipotizza che questa antica varietà affonda le sue origini in Dalmazia e che sia giusta con popolo degli Illiri più di 2000 anni fa. È il vino storico per eccellenza di questa terra, erede dell’antico “merum” (nel dialetto locale ancora oggi chiamato mieru) citato ed elogiato nelle odi di Virgiolio ed Orazio.
Plinio il Vecchio definì Manduria “città piena di vigne”. A questo periodo di prosperità e di elogi seguì un periodo di oblio fino ad arrivare alla fine del Settecento, quando un uomo di chiesa Don Francesco Filippo Indellicati, primicerio della chiesa di Gioia del Colle osservò che nelle sue vigne vi erano delle viti che giungevano a maturazione prima delle altre e producevano delle uve particolarmente dolci e gustose.
Queste viti vennero selezionate e nacque così la monocoltura del “Primitivo” nome datogli per la precoce maturazione delle uve. La coltivazione del Primitivo, dalla collina della Murgia, si estese ben presto fino a raggiungere le terre del feudo di Manduria, dove la vicinanza al mare Ionio, un mare aperto, le condizioni ideali per il Primitivo, dando luogo ad una maturazione anticipata e completa da cui nascevano e nascono grandi vini, intensamente fruttati e morbidi ideali per accompagnare i piatti della cucina mediterranea.
Le migliori produzioni si ottengono con l’allevamento ad alberello a bassa resa per ettaro. Foglia media, pentagonale, verde scuro, grappolo medio di forma conica, semicompatto, alato; acino di media grandezza, di colore blu, buccia grumosa di medio spessore; polpa succosa, dal sapore caratteristico, speciale ed inimitabile.
E' un animale totemico misterioso, posto dalla tradizione a guardia del tesoro nascosto nel fonte "Lu Scegnu", luogo sito in Manduria, sacro alle divinità di un tempo.
Questa Cerva, custode delle tradizioni di Manduria, diede luogo a Virgilio di scrivere una leggenda, mentre Plinio il Vecchio ne rimase talmente affascinato dal regale splendore, da descriverla nel suo "Historia Naturalis", tanto che il fonte fu ribattezzato "Pliniano".
Una tradizione questa, molto antica, come è quella del Primitivo nella nostra terra di Manduria, una terra che trasmette tutto il suo calore e i suoi profumi e dove il sole trasferisce integralmente il suo splendore, elementi questi, naturali e necessari per creare l'inebriante nettare dal colore rosso rubino.
Vendemmia eseguita scrupolosamente a mano, alle prime luci dell'alba, nella seconda decade di settembre.
Produzione propria limitata, ottenuta da una scelta di uve Primitivo accuratamente vinificate con il sistema tradizionale che ne conservano il gusto unico ed irripetibile, tale da creare un vino di grande struttura e morbidezza, intenso, pieno, persistente, elegante ed austero, dal profumo inebriante e dall'aroma speziato.
Al fine di percepire al meglio le sensazioni che esprime, và servito dopo averlo ossigenato in decanter, alla temperatura di 18/20°C.
Gradazione alcolica: 14% Vol.
Vino ottenuto dalla vinificazione di uve Primitivo, coltivate in feudo di Manduria, appartenuto anticamente a "virtuoso" Conte, accuratamente selezionate durante la raccolta eseguita esclusivamente a mano alle prime luci dell'alba, nella seconda decade di settembre.
Colore rubino, intenso, con riflessi granati che con l'invecchiamento in barriques di rovere ne viene esaltato ulteriormente il gusto secco e corposo.
Profumo ampio ed intenso, con note di vaniglia, frutta matura e spezie, che si evolvono con l'affinamento.
Sapore pieno, vellutato, elegante, di più ampio corpo e lunga persistenza.
Produzione propria limitata e per apprezzarne al meglio le sue qualità, và servito, dopo averlo ossigenato in decanter, alla temperatura di 18/20°C.
Gradazione alcolica: 13,5% Vol.
Per informazioni:
Azienda Agricola Antiche Terre del Salento di Vincenza Dinoi
Via Stefano Bizantino 30, Manduria (TA) - Italy - Tel./Fax +39 0999795879
info@anticheterredelsalento.it
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